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l'involucro...

Mario Contini

Vivo in questo corpo da mezzo secolo, da tre anni oramai ho stretto un patto con la mente e con la mano del corpo che mi ospita e scrivo (o almeno ci provo), poesia. Ed è sollievo quando il foglio si riempie di me, così dolce il travaso da mente a mano che muovo veloce perché ho paura di tralasciare ... (continua)


La sua poesia preferita:
Pur di non aver dolore
Ti ritrovai seduta
a ricostruirti la vita pietra su pietra

a maledire il tuo sangue ribelle
e maledire me,
reo d'essere il tuo male estremo
e l'estremo rimedio...

quante volte devo averti amato
assorto nel desiderio unico,
avvolto nel...  leggi...

Nell'albo d'oro:
L'unica certezza
L'unica certezza
sei tu,
che fai sorgere il sole
infinite volte
nel cielo dell'anima mia
uccidendo al loro nascere
tutte le sue ombre

tu che bruci
disperazione e tormenti
su ampi roghi
dai fuochi eterni,
poi banchetti e danzi
intorno al...  leggi...

Come un naufrago
Come un naufrago
vago sull'isola dei ricordi,
sibila il vento
di solitudine e mancanza,
cado tra arbusti spinosi
che graffiano come il tormento

annego nel lago dei pensieri,
come fiore appassito nell'ombra
cerco nuova linfa, briciole di...  leggi...

Notte insonne
S’alza il vento
e s’ode il fruscio delle foglie
tra i rami del cuore,
ed è così timoroso
il cinguettare dei miei pensieri

ora piove
oltre la finestra dell’essere,
mentre vividi lampi
squarciano
il nero della mia anima

il...  leggi...

Il vento d’ottobre
Il vento d’ottobre
che soffia e scompiglia chiome
e pensieri,
che scaccia l’estate e scioglie gli amori
ormai forestieri

il vento d’ottobre
ch’è triste, ch’è solo, che urla,
non ha più stagione,
t’insegue, t’avvolge,
è palpito fresco di...  leggi...

Cerchi concentrici
non soffiano più
quei furiosi venti di passione

solo fitta nebbia,
dalle pendici del cuore
fino a valle,
nelle desolate pianure dell'anima

scorrono tristi i ricordi,
fiumi impetuosi
nei profondi solchi delle mie cicatrici

seduto...  leggi...

In bilico
Se bastasse
una poesia per farti innamorare,
allora scriverei la più bella,
userei le parole più dolci

quelle che ti rimangono dentro,
quelle che ci ripensi la notte,
quelle che reciti
a memoria appena sveglia al mattino

se...  leggi...

Né amici, né amanti
tu vivi l'oggi
credendo sia ieri,
parti per altri mari
ma ormeggi negli stessi porti,
nutri le assordanti eco
dei pensieri
nella desolata valle dei miei ricordi

continui a versare aceto e sale
su ferite ancora aperte,
ad evocare
immagini...  leggi...

Imperfetto amore
Ti amo
poi ti posseggo
tutta ti bacio poi ti parlo
ti capisco
perché ti leggo,
tu non puoi imprigionarlo

questo amore
vola libero
tu m'offri una gabbia d'oro,
non sono come l'albero
se son statico mi addoloro

eppur sai
che mi...  leggi...

Incompleto
Ha rubato i miei silenzi
ma ha creato le mie urla
son rimasto con gli avanzi
di una frase per sedurla

come piuma vago nel vento
o come foglia nel torrente
ché così forte è il tormento
m'incammino verso il...  leggi...

Edera
Come un'edera
ti avvinghi
al mio cuore

cresci
e ti espandi
sei il mio
dolce torpore

ti nutri di baci
e...  leggi...

Mario Contini

Mario Contini
 Le sue poesie

La sua poesia preferita:
 
Pur di non aver dolore (13/10/2014)

La prima poesia pubblicata:
 
Super potere (07/02/2010)

L'ultima poesia pubblicata:
 
Il tuo nome (06/04/2019)

Mario Contini vi consiglia:
 Amor sofferto (04/04/2012)
 Il mio assassino (24/01/2012)
 Né amici, né amanti (14/12/2011)

La poesia più letta:
 
Erotica... la lingua (31/01/2012, 17290 letture)

Mario Contini ha 10 poesie nell'Albo d'oro.

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Trame d'amianto

Dialettali

Grazia, si era ammalata ai polmoni, quando aveva quasi settant’ anni, ed era appena entrata, in quel limite d’ età perche la malattia venisse associata dal pensiero comune nella fatalistica derivazione della senilità.- E chi ci putemu fari? Cu campa vecchiu si fa’, e tutti i festi si vidi!– dicevano gli antichi-

Ma non era stato sempre così.

Anzi! I suoi genitori erano saliti in cielo che avevano superato la soglia dei novant’ anni.

“ Cu campa, ranni si fà, e tutti i festi si vidi!”- dicevano i parenti rassegnati-

Lei, ne aveva compiuti sessantanove, proprio il giorno in cui decise di rivolgersi al medico di famiglia: il dottor Passabìle, che la conosceva da sempre. E gli chiese di farsi visitare, a pagamento, da un professore specializzato, per quella forma “ d’ accupamento” che gli prende il respiro e da qualche anno si era intensificato e non gli dava più requie.

Allora, il Dottor Passabìle, le consigliò di prenotare una visita da un vero specialista in materia e fece il nome di un professore di chiara fama universitaria, che insegnava nel policlinico catanese di Santajta, ma dispensava la sua scienza nella clinica privata del "Bammino Gesù".

I parenti, si fecero dare i riferimenti telefonici per contattare la suora, che prendeva gli appuntamenti per il grande luminare.

Dopo aver letto i referti radiologici, auscultato i bronchi, chiamò in disparte il figlio maggiore, Iano, che da due anni, dalla morte del padre, aveva assunto il ruolo di capofamiglia, - assieme ai fratelli: Alfina ch’ era ancora signorina, benché in età da marito, e Giovanni, il terzogenito, venticinquenne, che dopo il diploma tecnico, non era riuscito a trovare un lavoro stabile, e così campavano con la pensione minima della madre.

E come se stesse parlando alle statue barocche che ornano la facciata della basilica del Santo Patrono, disse, senza falsi giri di parole, che loro la madre li avrebbe lasciati da lì a qualche mese! Al massimo, un anno!

- I professori, si sa, non sono poeti e non amano arzigogolare intorno alle frasi, e vanno sempre dritti, al cuore del problema ...degli altri!

Aveva contratto- continuò - una rara forma di tumore ai polmoni: mesotelioma.

La malattia era stata contratta per l’ esposizione diretta alle fibre d’ amianto che infine provocano morte certa, per insufficienza polmonare.

Dopo le prime reazioni di sconforto, i parenti cominciarono a porre domande più o meno ingenue riguardanti la causa che aveva determinato la contaminazione.

Il professore, colto da inaspettato spirito filantropico, buttò l’ amo nella gebbia, perché chi volesse capire capisse, e chiese ai presenti, se nelle vicinanze dell’ abitazione, ci fossero stati presidi con materiale di eternit.

Alfìna, disse che la vicina di casa, aveva ancora una vasca di quel materiale grigio, sul terrazzo, per la riserva dell’ acqua in estate. Che manca spesso e volentieri, in concomitanza con l’ arrivo dei villeggianti, che si riempiono le piscine e annaffiano i giardinetti col prato all’ inglese e le palme nane.

Ma il Professore, con un ghigno di sufficienza, stroncò l’ ingenua segnalazione con un epiteto d’ uso comune in Sicilia, che si può rivolgere anche all’ indirizzo di una donna, senza per questo scatenare sentimenti di razzismo sessuale:- Chissi, sunu minchiati!

E volle essere più preciso chiedendo, se non ci fossero, nei paraggi, capannoni fatiscenti, dirupati, con coperture di eternit, lasciate al declino delle intemperie.

Giovanni, si illuminò con le ultime parole del professore, come avesse ricevuto un assist, facile facile, che lo indirizzava dritto dritto, dentro la porta dello stabilimento delle acque minerali.

Lo Stabilimento per l’ imbottigliamento dell’ acqua, della rinomata fonte di “ Fimmina Motta!

Quello che aveva reso fiorente il borgo marinaro, con l’ assunzione al lavoro delle prime donne operaie nei primi anni del Novecento, che, nel sud del sud, poteva considerarsi un record nazionale.

E ora rimaneva spiaggiato, come un capodoglio, con le mura perimetrali grigie sberciate dalla salsedine, e con la ruggine sui cancelli perennemente chiusi al confine con la battigia.

La loro casa, infatti, si affacciava da sempre, sui quei capannoni d’ amianto. Come altre case sorte in tempi non sospetti e che ora sembravano abbracciare un sacrario mortale, costruito lungo la vena sotterranea del torrente fino alla foce.

Si ricordò d’ aver sentito nella piazza del paese che da quando era andato fallito, nessuno voleva accollarsi le spese per bonificare le aree e metterlo in sicurezza. Qualcuno azzardava l’ ipotesi che ci fosse già in atto un complotto per trasformare il luogo paesaggistico, nel solito obbrobrio di speculazione edilizia. Diceva che doveva avvenire con l’ intervento di potenti mafiosi, i quali avrebbero fatto pressione presso la Regione, proprietaria del sito per farla bonificare, e una volta bonificata, si sarebbero fatti avanti con una proposta che non si può rifiutare per entrando così, in possesso dell’ area per costruirci qualche centinaio di villette esclusive, per le vacanze dei soliti onorevoli dottori. -"Voscenza benedica, dutturi!"

Nel frattempo, però, rimaneva alla mercé di poveri raccoglitori di ferro e di fame, che rompevano le coperture, per arrivare a smontare i supporti metallici, esponendo le pagliuzze letali al vento, che le portava dove voleva, a seconda di come tirava.

Convennero anche gli altri presenti, e il professore disse loro, che non c’ era niente da fare. E consigliò a tutti quelli ch’ erano ancora in tempo, di cambiare aria, se volevano salvarsi.

Cambiare aria? Per andare dove?

Quella era la loro casa. “ Ma, non sarebbe stato più semplice – disse Giovanni - se lei, professore, denunciasse all’ Asl, la pericolosità accertata di contrarre una malattia mortale, perché le Amministrazioni si sentissero in obbligo d’ intervenire per eliminarne la causa? –

Giovanni, era considerato un ragazzo educato e timido, perche se ne stava per suo conto, ma quando c’ era da ragionare sulle ingiustizie e le malefatte dei potenti di turno, si trasformava in un avvocato di strada, senza peli sulla lingua. Difatti, in paese, per questa sua propensione dialettica e per il fatto che si era iscritto, senza mai frequentare, tra l'altro, alla facoltà di Giurisprudenza, era nominato, “ l’ avvucateddu”

Il professore, si aspettava la domanda, e con fare distratto, come chi l’ ha raccontata un centinaio di volte, rispose con la stessa minestra-.

-Lo abbiamo fatto in passato, e continueremo a denunciarlo in futuro.

Ma non serve a molto, perche non ci sono i fondi necessari a portare avanti questa sanatoria; perche è un fenomeno molto più vasto e capillare di quanto non si conosceva qualche anno fa. Ora, con la crisi economica globale, e anche per colpa delle cattive amministrazioni del passato, e del presente, - ammetteva - anche con la buona volontà, le istituzioni locali, non riescono ad intervenire. Quindi, l’ unica soluzione è quella che vi ho detto prima: cambiare aria!

Così parlò il professore, sfilandosi il camice e cominciando a stringere le mani di ognuno dei presenti, come a dire: io mi fermo qui.

Voi fate come volete.

Però, prima passate dalla mia segretaria! Tante belle cose!

Giovanni, nel tragitto che li portava dalla città al paese, pensava che se fossero stati in tanti ad andare in comune per fare sentire la loro voce, forse, li avrebbero ascoltati.

Tanto cosa stavano chiedendo? Gli amministratori- pensava candidamente- sono stati votati per interessarsi della salute dei cittadini e rimuovere le cause che possono generare le malattie per risparmiare sulla cure successive da erogare al paziente, investendo sulla prevenzione e sulla bonifica del presidio che presenta un rischio, scientificamente accertato.

Conviene a tutti! Basta farglielo capire! E già!

Aveva sentito uno slogan di recente in tv che faceva così. “ Prevenire e meglio che curare”. E con questa frase scritta su un volantino, appeso nei punti più frequentati del paese, organizzò una riunione cittadina, nella sala tv della pro loco, per sentire anche gli altri paesani cosa pensassero di quella bomba a rilascio lento di dardi avvelenati.

Il giorno della riunione c’ erano pochi presenti, ma tanto si sa, chi è sano pensa di rimanere tale per sempre. E guarda colui che gli fa ricordare il malanno, come menagramo, un cospiratore della requie sociale. –

Purtroppo, non aveva calcolato bene il giorno e l’ ora dell’ assemblea cittadina, sicché.

i presenti di quell’ appuntamento, erano accorsi semplicemente, per assistere alla partita della Coppa Campioni, con la semifinale di: Milan vs Real Madrid.

Ma visto ch’ era nel ballo, pensava, bisognava ballare!

Attaccò, rivolgendosi ai pochi presenti nella sala tv ch’ era difficile, nel Paese, far capire a chi è convinto di essere il re, di farsi carico di un dovere verso i sudditi. I re, non hanno doveri.

Eppure, altre volte, vengono loro stessi, a cercarci. Come no! I re, e anche i Cavalieri. Ci mettono un santino in mano e ci consigliano di votare il rag. Calatrasi.

Ci pensa lui a sollevarti dall’ incubo dell’ amianto, e da tutti i tipi di sofferenze: dal lavoro per i figli, alla sanatoria per il piccolo o grande abusivismo edilizio.

Vedendo che ognuno aveva un occhio sullo schermo, acceso a volume zero, e l’ altro sull’ orologio della parete dal lato del biliardo, capì che sarebbe stato più prudente, stringere il discorso e concludere prima che entrassero le squadre in campo, per non rischiare di essere messo a tacere con qualche frase del tipo: e chié, giustu giustu ccà vinisti a cascare stasira? Magari, ridendo, certamente, ma palesando insofferenza reale verso il malcapitato.

E se provassimo a far intervenire Padre Parrino? Che è una persona sensibile, e anche s’è caruso, mostra di sapere molte cose della vita, e può darsi che trova gli argomenti giusti per intervenire. – Disse quasi tra sé, Giovanni, uscendo, non veduto, dalla pro loco, proprio un momento prima, dell’ atteso fischio d’ inizio della partita.

Qualche domenica prima, si ricordava che il prete, era intervenuto dal sagrato della chiesa, - per dire qualcosa in proposito, denunciando lo stato di abbandono in cui versava la costruzione e la pericolosità delle tettoie di eternit. E concludeva il suo sermone, riponendo la fiducia nel genere umano, e nella speranza che le nobili anime illuminate dalla luce divina, si prendessero cura del problema per trovare una soluzione al più presto possibile. – Già, pensava Giovanni, siamo ancora alla ricerca dell’ anima nobile, mentre quelle pagliuzze malefiche cominciano a librarsi sulle brezze, come dardi invisibili e letali, che invadono la strada e i giardini, si depositano sulle foglie dei limoni che quando vai a raccoglierli, respiri l’ essenza della zagara amara, assieme alle ceneri vomitate dalla Montagna che quando si esprime con gli spettacoli pirotecnici contribuisce non poco a rendere l'aria particolarmente irrespirabile!

La terza via? Non c’ era ancora!

Oppure, si.

Difatti, la sera dopo la riunione alla pro loco, suo fratello Jano, ricevette una telefonata inquietante: una voce anonima, che chissà come avesse fatto a procurarsi il numero di casa (visto che non usciva sull’ elenco della Sip) gli consigliava di badare al fratello Giovanni, che cammina per la strada con la testa per aria a guardare tettoie di capannoni fatiscenti e cancelli arrugginiti, consigliandogli di guardare davanti, per evitare il rischio di finire sbadatamente sotto le ruote di qualche automobilista incolpevole.

Jano, era spaventato per il tenore della telefonata e avendo capito la portata della minaccia, cercava di sdrammatizzare le parole dell’ interlocutore che stava dall’ altra parte del filo, sminuendo la portata dell’ impegno del fratello sulla storia dell’ amianto e dello stabilimento, e diceva che “ si trattava di temperamento focoso, determinato dalla carusanza (ingenuità giovanile), e che si poteva stare tranquilli perche gli avrebbe parlato lui, e sicuramente lo avrebbe convinto a ritirare il suo impegno da questioni che riguardano i cristiani di panza, e lasciar perdere i picciriddatì (le cose di bambini)!”

Dall’ altra parte del filo, la voce si fece più lamentosa e maligna, aggiungendo: “ me l’ auguro per voi e per tutta la vostra famiglia. Perché ho saputo che vostra madre non sta tanto bene, e non mi pare giustu dargli altri dispiaceri”. Quindi, riattaccò il telefono.

Iano restò sovrappensiero alcuni secondi ancora, con la cornetta in mano, poi, senza agganciare, fece il numero del fratello, per comunicargli, nella maniera più convincente possibile, il tipo di avvertimento che aveva testé ricevuto.

Giovanni, dapprima cercò di minimizzare, e di fare l’ eroe, come gli rimproverò suo fratello Iano, ma subito dopo, comprese che ci potevano entrare di mezzo altri suoi familiari e gli promise che avrebbe lasciato perdere l’ impegno d’ organizzare una protesta cittadina, sull’ amianto dello stabilimento fallito.

Nel medesimo frattempo, gli annunciò che stava cominciando a preparare la valigia e partire per Milano, a raggiungere lo zio Antonio, che da tanto tempo gli aveva chiesto di andarlo a trovare.

E magari, chissà che non gli riuscisse di trovargli un lavoro vero, e una sistemazione decorosa, che sarebbe ora di cominciare a pensarre al futuro che già aveva venticinque anni e il tempo non poteva più sprecarlo a parlare con i sordi. Il professore aveva ragione! I professori hanno sempre ragione. Non rimane altro da fare che cambiare aria!

(U megghiu surdu è chiddu ca non ci voli sentiri!)

Ora, che anche la madre è morta, torna una volta l’ anno, dal continente, in agosto, per venire a trovare il fratello, che nel frattempo sta crescendo due figli, tra le mareggiate invernali e le pagliuzze d’ amianto, e forse, un giorno, seguiranno anche loro la " profezia del professore, " e raggiungeranno lo zio, a Milano!


mario conti 29/04/2016 00:52 2371

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
La riproduzione, anche parziale, senza l'autorizzazione dell'Autore è punita con le sanzioni previste dagli art. 171 e 171-ter della suddetta Legge.
I fatti ed i personaggi narrati in questa opera sono frutto di fantasia e non hanno alcuna relazione con persone o fatti reali.

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Nota dell'autore:
«I fatti e i personaggi del racconto sono frutto della fantasia e non sono riconducibili a episodi e persone reali.»

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Amore
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Amanti
Poesia semplice
Tra demenza e amore
Tu prova
Pur di non aver dolore
A briglia sciolta
Senza amore
Ad ogni costo
Incontrarsi ancora
Senza misericordia
Il filo
Possiedo un amore
Vivo per te
Ricominciare
Un semplice mortale
Fammi spazio in te
L'inevitabile destinazione
Tre parole
Masochismo d'amore
Ballare ancora
Senza trucco
L'amore
Un'altra poesia
Un'orma lieve
Cielo di carta
Cercami
Nel mare dell'anima
L'incanto che torna
Amore senza limiti
Un sospiro
Pretendo amore
Poesie d'amore
E se
Tu, nei sogni
Paura d'amare
Intarsi d'amore
Senza te
La danza
I suoi occhi
Canterò per te
Tanto fuori piove
L'amore eremita
Se per te fossi sogno
Con uno sguardo
Morire d'amore
Vita mia
E ricami parole
Con quel che resta
L'isola del cuore
Vertigini
Indelebile
Quanto amore
Con le ali dell'amore
Dolore sopra dolore
Lei è ogni cosa
Per sempre divisi
Forse il vento
La mancanza di te
Il giglio
Di parole e frasi
Colpa della notte
Un tuo silenzio
Le ali della sofferenza
Pensieri notturni
Disegna la luna
Anime sole
Requiem per un sogno
Sangue caldo e passione
Mai la stessa acqua
Come stelle
Ti amo
Tu non mi parli
Quando sorride l'anima
Il mio inchiostro è la mia vita
Morte nel cuore
L'imbuto
Eri tu
Quando amo
Luce e ombra
Eccoti ancora
Origami d'amore
L'assenza
Tutto il sole era mio
Quattro piccole parole
L'amore è
Nel tempo cercando te
Amare due volte
Incanto d'amore
La mia poesia
Avarizia
Lacrime e mare
Per averti
Quando uccidi un amore
Vampiri
Odiami amore
Viaggiano così gli amanti
Cosa resta ora
E sempre lei si volta
Il suo sorriso
L'istante prima dell'amore
Mai più come ieri
I suoi sorrisi
Nel tempo
Fiaba d'amore
La conchiglia
Tremo
Il nostro mare
L'attesa
Tra i miei due mondi
L'amore potente
E non passa il tempo
Di lei, mi fido
Amabili resti
Immeritato amore
Quando mi lascia
Sopravvivenza
Così romantica
Quando l'anima fa l'amore
In treno
Io, te, l'altro me e l'altra te
Meraviglia
Virus letale
Che bello sarebbe
E si capovolge il tuo mondo
Cuore occupato
Vertigini
Tra pensieri e sogni
Inaspettatamente
Quando sei con me
Giovane fiore
Il volo della farfalla
Con tutta l'anima
Mi arrendo all'amore
Vidi solo i suoi occhi
L'eclissi dell'anima
T'amo e soffri
Eutanasia d'amore
Anime nell'universo
Primo amore
Frammenti d'anima
Sogni... affamati
L'uragano nel cuore
Così vicino ad un sogno
Prodigioso amore
Con tutto l'amore che posso
L'unica certezza
A volte
E' così che t'amo
Invincibili
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Capita che
Amor sofferto
La tua favola
Odio il tempo
Oltre i confini dell'amore
Far l'amore con gli occhi
L'essenza d'assenza
Dove sei?
Come una star di Hollywood
Orfano d'amore
Con le mani e con gli occhi
Sogno nel sogno
Ti sussurro parole
Le mie parole
Pura emozione
Il mio mondo
Eterea
L'ultima spiaggia
Ho imparato
La nuova stagione del cuore
Come il sole
Astinenza
Cerchi concentrici
Né amici, né amanti
E ti riscopro mia
Incompleto
Imperfetto amore
Edera
Amori di... versi
In bilico
Come abiti dismessi
Super potere
Brevi
Nell'assenza
Tu
L'attimo
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Donne (a tutte quelle donne che nulla hanno da festeggiare oggi)
Perle sparse
Il fuoco dentro
Perle sparse
Donna bambina
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Gioco di donna
Due respiri
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Fantasie
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Passione
Con tutto il desiderio che posso
Di giorno, di notte, sempre
Ancor più m'innamoro
Oblio di passione
Senza parole
Sess'amore
Caldo rifugio
Nella bocca e nel cuore
L'ultimo brivido
Ti rivesto di me
Nel tuo fiume di calore
Come vento potente
La barca
Erotica... la lingua
Oasi
Nella Terra di Mezzo
L'incanto
Desiderio
Malizia
E ti voglio
Famiglia
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Il capolavoro assoluto
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Un mondo capovolto
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La curiosità di una bimba
Il nascondiglio del vento
Fiabe
L'uomo e la tenerezza
Impressioni
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Una sola
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La paura
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Pianto notturno
Mi parla la notte
Farneticando
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Danza la penna
La dea delle parole
Il vento d’ottobre
Solo un sogno
A piedi nudi
Nell'incanto d'un sospiro
Che fine han fatto le lucciole?
Muore il ricordo
Notte insonne
Di notte
Il sapore del sale
Beata malinconia
Introspezione
In gola
Incubi
Il dolore
Delirio
Forse è questo che voglio
Le ultime lacrime
Se tu sapessi amico mio
Una parte di me
Espiazione
Domani
Muto
Avrei potuto (e non l'ho fatto)
Il nuovo viaggio
Ed è sollievo
Urla mute
L'illusione
Danzo con le falene
Paesaggio oscuro
Spalle al muro
L'albero del destino
Nel mio silenzio
Ho un pensiero
Tra mani e cuore
Impavida... mente
Interrogando lo specchio
La speranza
Oltre questa finestra
Non essere o essere?
Dimenticandomi di essere felice
Nel mare di malinconia
Quando scrivo
Il mio tutto
In un giorno qualunque
I miei occhi
La mia valigia
Il mendicante di sogni
Equilibrio precario
Puzzle
L'orgoglio
E' me che odio
Mal di vivere
Il rimorso
Accade di notte
Mentre aspetto scrivo
Male dentro
Lì dove i gatti vanno a morire
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Tra cielo e mare
Quando smetterà di piovere
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Il mio errore
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Sognando
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Morte
Invito a corte
Nel baratro
Thanatos
Inferno
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Ribellione
Ricominciare
Sole nero
Rabbia
Riflessioni
C'è
Masochismo
L'irreale condiviso
Il riflesso dell'anima
Rifugiarsi in un ricordo
Fa notizia
Senza tempo
Nel vuoto del niente
Rievocando
Un altro anno che passa
Onde
Ho raccontato al vento
Poesia
La pazienza
Mea culpa
Il presente non esiste
Falli- menti
La promessa
Il poeta dorme
E come foglie
L'ispirazione
Parole
Fragile
A tu per Tu con Dio
Uomini
Parvenza
L'essenza del bene
Dicembre
Nel corridoio della vita
Dono è la vita
Le sorelle
Son poeta da strapazzo
Il segreto dell'amore
Lo sfogo
Satira
Sono quasi uguale a Dio
Sociale
Zombie
Depressione
Occhi lividi
Il dolce morire
Un rosario tra le dita
Più forte del male
Reali moderne emozioni
Silenti grida
Miserere
Predatori di bambini
La casta
L'alluvione
Spirituali
Crocifisso
Uomini
Per ora t'aspetto
Sì, anche io a volte piango


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